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Matteo Chessa - Realizzazione siti web, consulenze informatiche, soluzioni software per le aziende
Categoria: PC
martedì 18 aprile 2006
«Il computer? Roba vecchia».
Il futuro è nel computer, ma un futuro senza computer?
Questo articolo l'ho scritto per la prova d'esame di Scrittura Tecnica. Il titolo è stato dato dal docente.

C’era una volta… il computer! Oggi è così che dovremmo parlarne; il computer, infatti, ha ormai superato i 50 anni di vita, ma è entrato nelle nostre case solo nell’ultimo decennio. Oggi lo vediamo come un oggetto messo su una scrivania, uno strumento che alcuni ancora temono a usare.
I primi computer nacquero per la necessità di avere a disposizione grosse macchine di calcolo che eseguissero delle operazioni su istruzioni impartite dall’uomo. Occupavano intere stanze, richiedevano molto dispendio di energia elettrica e di manutenzione e venivano comandati tramite schede perforate.
 

Le operazioni eseguite, inoltre, erano finalizzate a scopi ben precisi e ogni computer era specializzato in un solo tipo di lavoro. Con l’andare del tempo, l’uomo ha sentito sempre più forte il desiderio di migliorare le qualità del computer e, con l’aiuto della scienza, ha creato dispositivi sempre meno ingombranti e sempre più versatili. Sono nati così i primi personal computer (o PC), abbastanza piccoli da poter stare su un tavolo, ma che richiedevano diverse competenze per essere usati. Negli ultimi anni i PC sono diventati sempre più sofisticati e paradossalmente più semplici da usare, tanto che oggi fanno parte integrante della nostra vita quotidiana, nel lavoro, nello studio e nel tempo libero.

Non è talvolta tutto oro quel che luccica… Il processo tecnologico va di pari passo con il progresso del software ed è proprio quest’ultimo che costituisce la parte più delicata del PC. Le case produttrici di software devono, di buona norma, avere un occhio di riguardo verso le precedenti tecnologie e rispettare la compatibilità retroattiva. Solitamente questi dispendi causano falle che sfuggono all’occhio del programmatore, dove vanno poi ad infilarsi i pericolosi virus o dove trovano accesso i pirati informatici (o hackers). Tutto ciò giova ai tecnici informatici e ai produttori di antivirus, sempre al lavoro per combattere nuovi attacchi esterni. Certo, le innovazioni sul campo informatico agevolano anche i meno esperti all’uso del PC, ma è anche vero che non farebbe male una conoscenza di base su come difendersi da eventuali inconvenienti.

Ma come sarà il futuro del PC? Statisticamente possiamo ipotizzare che se il progresso andrà avanti con questo andamento fra 5 o 6 anni il 95% delle famiglie possiederà almeno un PC, l’importanza attribuita alla figura del computer crescerà esponenzialmente e ogni settore lavorativo non potrà fare a meno del suo utilizzo. Crescerà altrettanto la richiesta di personale specializzato nel settore informatico e si adotteranno misure regolamentari più rigide per quanto riguarda la sicurezza, le finanze e la salvaguardia della privacy. Tra dieci, forse quindici anni ogni casa sarà concepita per essere cablata e gli elettrodomestici avranno interfacce compatibili per poter interagire tra loro. I cellulari verranno integrati in un unico sistema portatile che conterrà tutte le informazioni dell’individuo possessore, aprirà autovetture, cancelli automatici e accenderà le luci; sarà sempre connesso ad internet e comunicherà direttamente con gli elettrodomestici di casa.

Non c’è da spaventarsi per gli anni che ci aspettano, ne bisogna altrettanto farsi travolgere dall’entusiasmo. Siamo arrivati in quella fase in cui l’uomo dovrebbe rallentare i processi innovativi per meditare meglio sulle scelte che costruiranno il nostro futuro e qualche volta immaginare il proprio attuale super PC allo strenuo delle forze, riposto fra le vecchie cose nella soffitta della propria casa
Matteo
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